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Monday, 28 November 2011

In download le slide del mio intervento al seminario sull'analisi per margini

E' possibile scaricare qui le slides relative al mio intervento al seminario "Il sistema di rilevazione dei costi e l’analisi per margini come strumenti per la definizione del prezzo di vendita" tenutosi il 18 novembre 2011, commissionato da Confindustria Ragusa per conto delle Commissione Consulenza Aziendale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Ragusa.

In download le slide del mio intervento al seminario sull'analisi per margini

E' possibile scaricare qui le slides relative al mio intervento al seminario "Il sistema di rilevazione dei costi e l’analisi per margini come strumenti per la definizione del prezzo di vendita" tenutosi il 18 novembre 2011, commissionato da Confindustria Ragusa per conto delle Commissione Consulenza Aziendale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Ragusa.

Monday, 14 November 2011

Il sistema di rilevazione dei costi e l’analisi per margini come strumenti per la definizione del prezzo di vendita

Il sistema del margine di contribuzione è solo uno dei tanti modi con cui controllare la gestione economica, però è molto equo, analitico e, soprattutto, operativo senza essere farragginoso.
E' un metodo semplice ma non semplicistico, che non genera panico in chi non è mai stato abituato al controllo dei costi.
Per chi fosse interessato ad approfondire le tematiche del controllo dei costi, Venerdì 18 Novembre 2011 alle ore 16,30 presso Confindustria Ragusa – Zona Industriale - Sala assemblee “Salvatore Frasca”, sarò relatore con il collega Luca Licitra per conto della Commissione Consulenza Aziendale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Ragusa, di cui faccio parte, del SEMINARIO:

    
Si illustreranno i seguenti temi:

1. Scopi e requisiti di un sistema di rilevazione e controllo dei costi
  • Scopi di un sistema di rilevazione e controllo dei costi
  • I requisiti di un sistema di rilevazione e controllo dei costi
  • La determinazione dei costi di produzione
  • I costi delle materie prime
  • I costi della manodopera diretta
  • Le spese generali
2. Il sistema "tradizionale" di rilevazione e calcolo dei costi, il sistema dei centri di costo, il sistema del margine di contribuzione

3. Esempi pratici di applicazione del sistema del margine di contribuzione (ad es.: come variano i costi e il risultato economico al variare del volume di attività dell'azienda? Qual è il grado di saturazione della struttura aziendale? Come varia il risultato economico dell'azienda se la produzione aumenta o diminuisce? Qual è il minimo livello di fatturato da raggiungere per giustificare un dato investimento?)


Il sistema di rilevazione dei costi e l’analisi per margini come strumenti per la definizione del prezzo di vendita

Il sistema del margine di contribuzione è solo uno dei tanti modi con cui controllare la gestione economica, però è molto equo, analitico e, soprattutto, operativo senza essere farragginoso.
E' un metodo semplice ma non semplicistico, che non genera panico in chi non è mai stato abituato al controllo dei costi.
Per chi fosse interessato ad approfondire le tematiche del controllo dei costi, Venerdì 18 Novembre 2011 alle ore 16,30 presso Confindustria Ragusa – Zona Industriale - Sala assemblee “Salvatore Frasca”, sarò relatore con il collega Luca Licitra per conto della Commissione Consulenza Aziendale dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Ragusa, di cui faccio parte, del SEMINARIO:

    
Si illustreranno i seguenti temi:

1. Scopi e requisiti di un sistema di rilevazione e controllo dei costi
  • Scopi di un sistema di rilevazione e controllo dei costi
  • I requisiti di un sistema di rilevazione e controllo dei costi
  • La determinazione dei costi di produzione
  • I costi delle materie prime
  • I costi della manodopera diretta
  • Le spese generali
2. Il sistema "tradizionale" di rilevazione e calcolo dei costi, il sistema dei centri di costo, il sistema del margine di contribuzione

3. Esempi pratici di applicazione del sistema del margine di contribuzione (ad es.: come variano i costi e il risultato economico al variare del volume di attività dell'azienda? Qual è il grado di saturazione della struttura aziendale? Come varia il risultato economico dell'azienda se la produzione aumenta o diminuisce? Qual è il minimo livello di fatturato da raggiungere per giustificare un dato investimento?)


Monday, 7 November 2011

Posizionarsi su nuovi mercati, con un occhio al rischio di perdita su crediti.

In momenti di crisi come questo ci si concentra sul tamponare le emergenze finanziarie e si può perdere di vista lo sviluppo commerciale, che è, invece, l'unico vero motore dell'azienda, il denaro essendo "solo" un fattore della produzione, al pari di un macchinario o delle scorte.

Anzi, questi momenti di crisi possono essere il "motivatore" giusto per non rinviare certi nostri progetti di espansione. Ricordo sempre che di qualunque progetto di espansione non ne va preliminarmente verificata solo la convenienza economica, ma SOPRATTUTTO ne va verificata la sostenibilità finanziaria, per non trovarsi imbarcati in investimenti ed impegni più grandi di noi (e delle nostre disponibilità finanziarie).

Una Micro o PMI può ampliare la platea dei propri clienti con investimenti molto piccoli o, in alcuni casi, nulli, pur riducendo (non eliminando, ovviamente) la propria esposizione a rischi di perdite su crediti che oggi si sono moltiplicati.

Quelli che seguono sono alcuni spunti ed idee, alcuni dei quali (paradossalmente proprio quelli che vi appariranno i più ovvii) sono dietro gli errori più frequenti da parte delle Pmi.

1) prendiamo atto, intanto, che le perdite sui crediti sono parte del rischio commerciale e sono pressocché inevitabili.

2) evitiamo di mettere tutte le nostre uova nello stesso paniere. Cioè, potendo scegliere il nostro mercato, costruiamo il nostro business plan intorno a 100 clienti che ci daranno 1 euro ciascuno piuttosto che intorno a 2 soli grossi clienti da 50 euro ciascuno.

3) studiamo e ristudiamo bene il nostro modello di business, il nostro mercato, le modalità d'azione dei nostri concorrenti, le abitudini di pagamento dei potenziali clienti e cerchiamo ad ogni costo, di non impiccarci alla ricerca di nuovi clienti "purchessia". Laddove possibile, soprattutto se operiamo nel Business to Business (cioè, se i nostri clienti sono a loro volta imprese) non recediamo MAI di fronte alla nostra INDISPENSABILE richiesta di farci liquidare almeno il 30% dei nostri compensi al momento della firma del contratto, legando la fornitura delle successive partite di merce/servizi a successivi acconti fino al saldo. Lo so che il momento è complicato e che "non è facile fare i difficili", ma l'alternativa è prendere atto (e scaricare sui nostri utili) di una spesso insopportabile maggiore probabilità di perdite su crediti. Possiamo studiare formule di sconto per chi decida di pagare in contanti e in anticipo o a mezzo carta di credito o paypal o analogo strumento, in modo da ridurre le "uova" che si romperanno nel nostro paniere (ripeto, tutti noi subiamo perdite su crediti, soprattutto oggi, ma una strategia percorribile è quella di puntare ad una riduzione del rischio, essendo velleitario puntare ad eliminarlo).

4) appoggiamoci, laddove possibile ad una piattaforma di commercio on-line che faccia da filtro rispetto al cattivo pagatore (se vendiamo al consumatore finale possiamo considerare Ebay o Amazon. Per altre forme di e-business considerate anche altre piattaforme alternative quali: Shopify, Compry, Freshcreator, Blomming, Wescart).

5) in tutti i casi, tuteliamoci sempre con dei buoni contratti (contratti-tipo), che siano garanzia sia per noi che per il nostro cliente. L'importanza di un buon contratto non sta solo nel fatto di poter "azionare" il contratto in caso di inadempienza, ma nello scoraggiare una prima fetta percentuale di clienti cattivi pagatori. In questo caso non affidatevi al faidate o al copia e incolla, rivolgetevi ad un Dottore Commercialista o ad un Avvocato specializzati e che non sempre sono i vostri abituali contabili o civilisti.

6) teniamo anche conto che se lavoriamo con clienti in aree diverse dall'area euro (e che ci pagano a termine) esiste un altro tipo di rischio, il rischio di cambio, cioè il rischio che deprezzamenti della valuta in cui abbiamo concluso il nostro contratto si ripercuoterà sul nostro conto economico.

7) presi in considerazione tutti i precedenti 6 punti, esistono ANCHE strumenti di assicurazione del credito e del rischio su cambi, forniti sia dalle compagnie di assicurazione che dalle banche. Spesso sono strumenti costosi ma, in molti casi di Business su Business, sono anche l'unica soluzione. Il sistema bancario offre un'ampia scelta di servizi. Eccone alcuni dei più utili:

  • Gestione ed incasso dei crediti ceduti: a volte la banca offre anche collaborazione alla risoluzione delle contestazioni e si occupa della definizione di piani di rientro o del recupero  giudiziale dei crediti  
  • Garanzia: permette all’azienda esportatrice di ottenere una garanzia contro i rischi di insolvenza con copertura anche fino al 100%. Ovviamente la banca vorrà, a sua volta tutelarsi nei suoi confronti, chiedendo garanzie e facendo costare molto il servizio, soprattutto perché la sua è un'impresa nuova che non dà, al momento, garanzia di continuità e di know-how. Lo consideri come un vero finanziamento rilasciato sotto forma di plafond rotativo (cioè man mano che i crediti vengono incassati si libera plafond) 
  • Finanziamento: il cliente ottiene  un’anticipazione totale o parziale dei crediti ceduti generalmente dell’80% e  nella divisa di fatturazione  
Contattatemi per ogni ulteriore informazione.

Posizionarsi su nuovi mercati, con un occhio al rischio di perdita su crediti.

In momenti di crisi come questo ci si concentra sul tamponare le emergenze finanziarie e si può perdere di vista lo sviluppo commerciale, che è, invece, l'unico vero motore dell'azienda, il denaro essendo "solo" un fattore della produzione, al pari di un macchinario o delle scorte.

Anzi, questi momenti di crisi possono essere il "motivatore" giusto per non rinviare certi nostri progetti di espansione. Ricordo sempre che di qualunque progetto di espansione non ne va preliminarmente verificata solo la convenienza economica, ma SOPRATTUTTO ne va verificata la sostenibilità finanziaria, per non trovarsi imbarcati in investimenti ed impegni più grandi di noi (e delle nostre disponibilità finanziarie).

Una Micro o PMI può ampliare la platea dei propri clienti con investimenti molto piccoli o, in alcuni casi, nulli, pur riducendo (non eliminando, ovviamente) la propria esposizione a rischi di perdite su crediti che oggi si sono moltiplicati.

Quelli che seguono sono alcuni spunti ed idee, alcuni dei quali (paradossalmente proprio quelli che vi appariranno i più ovvii) sono dietro gli errori più frequenti da parte delle Pmi.

1) prendiamo atto, intanto, che le perdite sui crediti sono parte del rischio commerciale e sono pressocché inevitabili.

2) evitiamo di mettere tutte le nostre uova nello stesso paniere. Cioè, potendo scegliere il nostro mercato, costruiamo il nostro business plan intorno a 100 clienti che ci daranno 1 euro ciascuno piuttosto che intorno a 2 soli grossi clienti da 50 euro ciascuno.

3) studiamo e ristudiamo bene il nostro modello di business, il nostro mercato, le modalità d'azione dei nostri concorrenti, le abitudini di pagamento dei potenziali clienti e cerchiamo ad ogni costo, di non impiccarci alla ricerca di nuovi clienti "purchessia". Laddove possibile, soprattutto se operiamo nel Business to Business (cioè, se i nostri clienti sono a loro volta imprese) non recediamo MAI di fronte alla nostra INDISPENSABILE richiesta di farci liquidare almeno il 30% dei nostri compensi al momento della firma del contratto, legando la fornitura delle successive partite di merce/servizi a successivi acconti fino al saldo. Lo so che il momento è complicato e che "non è facile fare i difficili", ma l'alternativa è prendere atto (e scaricare sui nostri utili) di una spesso insopportabile maggiore probabilità di perdite su crediti. Possiamo studiare formule di sconto per chi decida di pagare in contanti e in anticipo o a mezzo carta di credito o paypal o analogo strumento, in modo da ridurre le "uova" che si romperanno nel nostro paniere (ripeto, tutti noi subiamo perdite su crediti, soprattutto oggi, ma una strategia percorribile è quella di puntare ad una riduzione del rischio, essendo velleitario puntare ad eliminarlo).

4) appoggiamoci, laddove possibile ad una piattaforma di commercio on-line che faccia da filtro rispetto al cattivo pagatore (se vendiamo al consumatore finale possiamo considerare Ebay o Amazon. Per altre forme di e-business considerate anche altre piattaforme alternative quali: Shopify, Compry, Freshcreator, Blomming, Wescart).

5) in tutti i casi, tuteliamoci sempre con dei buoni contratti (contratti-tipo), che siano garanzia sia per noi che per il nostro cliente. L'importanza di un buon contratto non sta solo nel fatto di poter "azionare" il contratto in caso di inadempienza, ma nello scoraggiare una prima fetta percentuale di clienti cattivi pagatori. In questo caso non affidatevi al faidate o al copia e incolla, rivolgetevi ad un Dottore Commercialista o ad un Avvocato specializzati e che non sempre sono i vostri abituali contabili o civilisti.

6) teniamo anche conto che se lavoriamo con clienti in aree diverse dall'area euro (e che ci pagano a termine) esiste un altro tipo di rischio, il rischio di cambio, cioè il rischio che deprezzamenti della valuta in cui abbiamo concluso il nostro contratto si ripercuoterà sul nostro conto economico.

7) presi in considerazione tutti i precedenti 6 punti, esistono ANCHE strumenti di assicurazione del credito e del rischio su cambi, forniti sia dalle compagnie di assicurazione che dalle banche. Spesso sono strumenti costosi ma, in molti casi di Business su Business, sono anche l'unica soluzione. Il sistema bancario offre un'ampia scelta di servizi. Eccone alcuni dei più utili:

  • Gestione ed incasso dei crediti ceduti: a volte la banca offre anche collaborazione alla risoluzione delle contestazioni e si occupa della definizione di piani di rientro o del recupero  giudiziale dei crediti  
  • Garanzia: permette all’azienda esportatrice di ottenere una garanzia contro i rischi di insolvenza con copertura anche fino al 100%. Ovviamente la banca vorrà, a sua volta tutelarsi nei suoi confronti, chiedendo garanzie e facendo costare molto il servizio, soprattutto perché la sua è un'impresa nuova che non dà, al momento, garanzia di continuità e di know-how. Lo consideri come un vero finanziamento rilasciato sotto forma di plafond rotativo (cioè man mano che i crediti vengono incassati si libera plafond) 
  • Finanziamento: il cliente ottiene  un’anticipazione totale o parziale dei crediti ceduti generalmente dell’80% e  nella divisa di fatturazione  
Contattatemi per ogni ulteriore informazione.

Monday, 24 October 2011

Bando della Regione Sicilia per investimenti di Micro e PMI, diversi settori e servizi (Scad. 06-01-2012)

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 42 del 07 ottobre 2011 il Bando per l'erogazione di incentivi per investimenti produttivi in favore di micro, piccole e medie imprese operanti in diversi settori produttivi e dei servizi alle persone e alle imprese 

Le imprese devono essere in possesso di solidità finanziaria ed affidabilità economica secondo quanto previsto dall'art. 1 dall'art. 1 della legge regionale 16 dicembre 2008, n.23 e in attuazione delle linee d'intervento 5.1.3.1, 5.1.3.2 e 5.1.3.5 del PO FESR 2007/2013.

La dotazione finanziaria assegnata al Bando è pari a Euro 47.438.430,00.

Beneficiari:
Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda, presentino tutti i seguenti requisiti:
a) siano micro, piccole o medie imprese in conformità alla vigente disciplina comunitaria
b) siano state operanti negli ultimi tre anni 
c) presentino, con riferimento agli ultimi tre bilanci/dichiarazioni, una somma algebrica dei relativi risultati d'esercizio maggiore di zero, ovvero una media positiva delle variazioni del valore dei ricavi da vendite e/o prestazioni di servizi registrato in ciascuno negli ultimi due esercizi rispetto al precedente;
d) siano già iscritte nel Registro delle imprese e, quelle di servizi, costituite sotto forma di società regolari;
e) non rientrino tra le imprese in difficoltà, così come definite dagli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

Settori di attività:
Sono ammissibili le imprese operanti nei settori estrattivo, manifatturiero e dei servizi (contattateci per dettagli). 
Sono altresì ammissibili attività di ricerca e sviluppo, istruzione prescolastica, strutture di assistenza per anziani e disabili, asili nido e ludoteche.
Agevolazioni:
a) contributo a fondo perduto;
b) Finanziamento agevolato;
c) contributo in conto interessi.
Complessivamente la copertura finanziaria dei programmi di investimento deve prevedere un apporto di mezzi finanziari esenti da qualsiasi elemento di aiuto pubblico in misura non inferiore al 25% degli investimenti ammissibili.
Il valore massimo dell'agevolazione concedibile è pari ad euro 2.000.000,00.

Spese ammissibili:
Spese di progettazione
Suolo aziendale
Immobili
Macchinari, impianti ed attrezzature varie, nuovi di fabbrica
Programmi informatici
Brevetti.
Il programma di investimenti da agevolare può riguardare la realizzazione di un nuovo impianto, l'ampliamento o la rilocalizzazione di impianti produttivi esistenti, la diversificazione di un impianto produttivo esistente mediante prodotti/servizi nuovi aggiuntivi ovvero il cambiamento fondamentale del processo produttivo di un impianto esistente.
La domanda di agevolazioni deve redatta e inviata, insieme alla Scheda Tecnica e Business-plan entro il 06/01/2012.

La concessione delle agevolazioni avviene secondo la posizione assunta dai programmi in specifiche graduatorie di merito, in relazione ai valori assunti dai seguenti indicatori:
1. combinazione prescelta tra le tipologie di agevolazioni disponibili;
2. punteggio complessivo conseguito dal programma sulla base di specifiche priorità riguardanti i settori di attività, la tipologia di programma e l'ubicazione;
3. rapporto tra spese ammissibili relative a progettazioni, macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici e brevetti e il totale delle spese ammissibili;
4. rapporto tra la variazione complessiva dell'occupazione di tutte le unità locali dell'impresa richiedente ubicate nel territorio della regione Sicilia registrata negli ultimi due anni solari ed il valore in milioni di euro dell'agevolazione complessivamente concedibile.
5. incidenza percentuale sul fatturato delle spese per brevetti e ricerca e sviluppo nell'ultimo triennio come risultante dai tre bilanci o dalle tre dichiarazioni dei redditi.

Sono previste delle maggiorazioni nei punteggi (cumulabili fra loro) nel caso in cui:
1. l'impresa appartenga ad un distretto produttivo, industriale o agricolo;
2. l'impresa sia ubicata all'interno di agglomerati industriali o aree attrezzate;
3. l'impresa opera nel settore di produzione di energia da fonti rinnovabili;
4. l'impresa sia uno spin-off da ricerca;
5. l'attività di impresa riguardi lo sviluppo di brevetti già di proprietà dei soci;
6. l'impresa abbia stipulato convenzioni con Università ed Enti pubblici di ricerca;
7. l'impresa sia in possesso di del sistema di certificazione ambientale EMAS.

Come sempre siamo a disposizione per ogni chiarimento.

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